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venerdì 8 marzo 2024

Dossieraggio e democrazia


 Su tutte le testate giornalistiche, finalmente campeggia un argomento che trova tutti d'accordo, anche tra le forze politiche.

Si tratta di una vicenda vergognosa che non dovrebbe accadere in nessun paese democratico. Secondo gli ultimi dati, qualcuno ha avuto, illecitamente, accesso a 3528 files riservati riguardanti vips e personaggi politici. Vediamo, facendo i conti della serva, se ogni file fosse relativo ad una persona diversa, l'impatto sulla popolazione italiana sarebbe dello 0,00598%. una percentuale decisamente importante. 

Ed anche se, purtroppo come al solito, c'è qualcuno che prova a strumentalizzare politicamente il caso, la distribuzione delle vittime non fa discriminazioni di partiti di appartenenza.

Per fortuna tutti concordano sulla gravità del fatto e sulla lesione della riservatezza e tutti sono concordi nel dire che è assolutamente necessario risalire ai mandanti di questa nefandezza.

Sicuramente questa è una cosa positiva, perché significa che qualcosa si muove per la tutela del cittadino e sono certo che presto si cercherà di fare luce anche su altri casi altrettanto vergognosi e lesivi della libertà come i pestaggi di cittadini indifesi e minorenni che cercano di esprimere il proprio pensiero e che presto si risalirà ai responsabili (si può parlare di mandanti?) anche in questo caso.

O no?

venerdì 14 agosto 2020

Democrazia


Mi piace dire le cose in modo chiaro e semplice, senza giri di parole complicati che
fanno perdere di vista il fulcro del discorso. Ognuno di noi ha esigenze diverse, ma
è chiaro che vivendo in comunità, non è sempre facile accontentare tutti e si deve
cercare, quanto meno, di realizzare delle soluzioni che non ledano i diritti di
ciascun individuo.
Sarebbe bello se tutte le persone che vivono in un palazzo potessero prendere parte
alle riunioni di condominio, ma per forza di cose, specie se il condominio è molto
grande si deve restringere il pubblico solo ad un numero di soggetti che
rappresentino un campione significativo degli inquilini.
Diciamo che uno per famiglia sarebbe l'ideale. In questo modo gli interessi di tutti
potrebbero essere portati avanti con discreto successo.
Ma che succederebbe se a qualcuno venisse in mente di ridurre ulteriormente il numero
dei partecipanti, che so, restringendolo as esempio ai cosiddetti "capi scala" ?
Inevitabilmente gli interessi di qualcuno verrebbero trascurati ed inoltre sarebbe
molto più facile convincere l'assemblea ogni qual volta ina nuova proposta venga
presentata. Minor numero di partecipanti significa minor numero di obiezioni e
ridotta discussione. Qualcuno potrebbe pensare che sia un bene, invece non lo è,
perché porterebbe all'approvazione della proposta con una ridotta analisi ed un
ridotto numero di critiche costruttive che la possano migliorare.
Bene, ora immaginate che quel grande condominio sia tutta l'Italia, dove qualcuno sta
ipotizzando di ridurre il numero di parlamentari, cioè i nostri rappresentanti alle
riunioni di condominio.
In tal modo si ridurrebbero le persone delegate a discutere le nostre leggi ed i
provvedimenti che di volta in volta vengono adottati, in teoria per il bene di tutti,
spostando il nostro ordinamento dal lato della Democrazia verso il lato
dell'oligarchia.
Chi ha proposto questa riduzione lo ha fatto in nome di un presunto contenimento
delle spese.
Facciamo due conti grossolani:
In italia abbiamo 950 parlamentari e supponiamo che ognuno di essi ci costi 100.000
euro al mese (cifra volutamente molto esagerata per dimostrare la follia della
proposta).
La legge di revisione costituzionale prevede che i parlamentari vengano ridotti a
600, con una riduzione quindi di 350 unità.
Il che significa un risparmio di 35.000.000 di euro al mese, cioè 420.000.000 di euro
all'anno.
La popolazione italiana è di 60.000.000 di individui, quindi il risparmio procapite
equivale a 7 Euro all'anno.
Attenzione, per 7 euro all'anno noi stiamo rischiando di svendere la nostra
democrazia !
Pensateci un attimo quando andate a votare al referendum costituzionale il 20 e 21
settembre 2020.

sabato 20 aprile 2013

C'era una volta l'istruzione


Un recente sondaggio rivela che in Italia il numero dei laureati è in calo.
Non è una situazione alla quale si arriva da un giorno all’altro, e non è neanche il risultato ultimo di una serie di condizioni in cui si trova il nostro paese.
Deve essere piuttosto considerato come un indicatore, sul quale, a mio parere occorre riflettere un pochino.
Se a questo aggiungiamo pure che il livello di qualità dell’istruzione nelle scuole dell’obbligo si è abbassato, e che da sempre l’Italia è un paese dove si legge poco, ne esce un quadro allarmante.
Nello stesso tempo si sta assistendo ad una progressiva migrazione di una parte degli studenti, dalle scuole pubbliche verso quelle private, forse alla ricerca di una migliore preparazione, ma su questo occorre stare attenti, perché se si escludono poche scuole veramente prestigiose (e quindi non alla portata di tutti), la maggior parte degli istituti privati sono popolati da un esercito di insegnanti con poca esperienza, la cui selezione viene effettuata senza criteri adeguati ad assicurare lo svolgimento corretto della funzione per la quale un docente dovrebbe essere chiamato ad operare. Tant’è che molte volte questo genere di scuole diventa l’unico porto di accesso al famoso “pezzo di carta” per alcuni studenti che hanno avuto scarsa fortuna nelle scuole pubbliche.
Provate a sentir parlare i giovani d’oggi ( ovviamente non voglio fare di tutta l’erba un fascio, sto parlando però della maggioranza ). Vi accorgerete subito che parlano usando un vocabolario molto limitato e composto in buona parte da parolacce, nonostante la lingua italiana sia una tra le più ricche di vocaboli.
Poiché io sono fermamente convinto che niente avviene per caso, non posso fare altro che attribuire la spiegazione di tutto questo a quello che è avvenuto in Italia, diciamo nell’ultimo ventennio.
 I modelli, ed i valori sono cambiati
Oggi il successo personale viene identificato con la disponibilità di denaro, mentre mediocre viene considerata la persona che ne possiede poco. L’apparenza è più importante della sostanza, e chi più appare può aspirare a remunerazioni più alte di chi invece svolge la propria attività discretamente.
Quasi tutti i ragazzi e le ragazze di oggi aspirano a diventare calciatori o veline.
In questo scenario, a che cosa serve andare all’università ?
Ah, dimenticavo, in questo modo è molto più semplice per qualcuno controllare le masse e garantirsi il potere sovvertendo la Democrazia, ma che importa, quando in tasca si ha il telefonino di ultima generazione e si va in giro con le mutande firmate.