lunedì 30 marzo 2026

Sogni

 


Non s’infrangono di colpo come un’anfora di miele,

ci abbandonano pian piano scortandoci bugiardi

ondeggiando ad ogni soffio pari a scarne ragnatele.

Ci accorgiamo lentamente quando poi si è fatto tardi

e il vigore di una volta si trasforma in sfinitezza.

Silenziosi e indifferenti vanno, senza salutare,

ma non lasciano rimpianti, solo livida amarezza.

Sono i sogni degli illusi che non sanno rinunciare.

sabato 21 marzo 2026

Chissà?

 


Chissà se un cane si commuove

al cospetto di un tramonto?

Chissà se il cuore di un gatto

sussulta di fronte al mare?

Chissà se un cavallo trema

alla vista delle bianche nuvole?

Chissà se una pecora trasale

sovrastata dal cielo stellato?

Chissà se lo stormire del vento

turba il bue impassibile?

Chissà se esiste un animale

presuntuoso quanto l’uomo?


La foto è di Laura Poggi

giovedì 19 marzo 2026

Notte

 


Un cielo solitario

si veste di nero,

il senso delle cose

precipita lontano.

Pagine senza tempo,

ricolme di speranza,

si perdono nel vuoto.

E l’orizzonte scorre

apatico e indifferente

a guardia silenziosa

di una quiete perenne.

mercoledì 11 marzo 2026

Indimenticabile

 


In fondo non ho che te,

come qualcosa che non può sparire.

Quello che sono è una parte di te

e non lo dimentico.

Anche se la mia mente dovesse,

lo ricorderebbero i miei gesti,

le cose che faccio,

i luoghi dove vado

il cibo che mangio

l’acqua che bevo,

l’aria che respiro,

le strade che seguo.

martedì 10 marzo 2026

Ipocriti

 


Invidio gli ipocriti e quel loro saper leggere tra le righe senza darlo a vedere.


La miniatura è tratta dalla ‘Divina Commedia di Alfonso d’Aragona’

venerdì 6 marzo 2026

Kintsugi

 


Kintsugi è un’antica arte giapponese per riparare gli oggetti rotti di ceramica riempiendo le crepe ed i solchi rimasti tra un pezzo e l’altro con dell’oro per rendere l’oggetto più bello.

La leggenda racconta che il significato metaforico di quest’arte sia quella di valorizzare i danni subiti (sia dagli oggetti che dalle persone) insegnando che le ferite fanno parte della storia e della bellezza e che solo accettando la fragilità ed il dolore si possa raggiungere una nuova forma di perfezione.

Scusate se sono un po’ cinico, ma io penso che i giapponesi, con questa tecnica volessero solo ricordarsi che quando una cosa si rompe, anche aggiustandola con le cose più preziose del mondo, non tornerà mai più com’era prima.

martedì 3 marzo 2026

Il momento

 


Al giorno d’oggi, ormai, è davvero rarissimo imbattersi nella evenienza di abbandonare questa esistenza nella propria casa, nel proprio letto, magari accanto alle persone che ci sono care ed alle quali siamo cari. La maggior parte del fine vita avviene di solito, infatti, in strutture sanitarie, con il “conforto” di un’assistenza medica. Per questo, sempre più raramente, capita alle persone “normali” di essere presenti nel momento esatto in cui un nostro simile, magari un nostro congiunto esala il fatidico ultimo respiro. Non saprei dire se sia bene o male, ma so con certezza, per esperienza, che quando succede si tratta di un momento che lascia il segno per tutta la vita. Nessuno ti dice quando succederà esattamente e tu non ti aspetti che accada, ma  invece succede e te ne rendi conto solo un attimo dopo. Un momento prima quella persona esisteva ed improvvisamente non c’è più, non esiste più, è solo un corpo, ancora caldo, ma non è più ciò che era, è andato via per sempre, vorresti fare qualcosa, ma capisci che è troppo tardi. Ti disperi, capisci che il tempo che potrai passare con quella persona è definitivamente finito, mentre alcuni secondi prima ancora c’era. È difficile descrivere che cosa si prova, ma di certo è qualcosa che non si dimenticherà mai.

L'illustrazione è di Miles Johnston