Un cielo solitario
si veste di nero,
il senso delle cose
precipita lontano.
Pagine senza tempo,
ricolme di speranza,
si perdono nel vuoto.
E l’orizzonte scorre
apatico e indifferente
a guardia silenziosa
di una quiete perenne.
Un cielo solitario
si veste di nero,
il senso delle cose
precipita lontano.
Pagine senza tempo,
ricolme di speranza,
si perdono nel vuoto.
E l’orizzonte scorre
apatico e indifferente
a guardia silenziosa
di una quiete perenne.
L’onda violenta frusta il logoro scoglio.
Con un ruggito sigilla ogni fessura.
Spruzzi disperdono schegge spaurite di sole,
un velo lucido ravviva smarriti colori.
Quando il furore finalmente è spento,
la schiuma bianca nasconde erosi fianchi
e la risacca porta lontano i miseri avanzi,
lasciando solo vuoto tra le pietre aguzze.
Ogni cosa che cambia
ha qualcosa che finisce.
E lo spazio che occupava
resta vuoto.
Per sempre.
Nulla prende il suo posto.
Lontano lo porterà il tempo,
tu lentamente scorderai,
ma il vuoto è la
e quando più non pensi
per un po’ t’inghiottirà.
Dipinto di H. de Tolouse-Lautrec
Ed io aspetto.
Quei rami spogliati
Di colpo rimpiazzano
I colorati frutti.
Io solo lo sento.
Freddo e nebbia
Restano infine.
Tutto ho perduto
Temendo di perdere
Ciò che mai fu mio.
Non lascerò più
Che questo sia
E vuota rimanga la strada.
Dipinto di C. D. Friedrich