Non s’infrangono di colpo come un’anfora di miele,
ci abbandonano pian piano scortandoci bugiardi
ondeggiando ad ogni soffio come scarne ragnatele.
Ci accorgiamo lentamente quando poi si è fatto tardi
e il vigore di una volta si trasforma in sfinitezza.
Silenziosi e indifferenti vanno, senza salutare,
ma non lasciano rimpianti, solo livida amarezza.
Sono i sogni degli illusi che non sanno rinunciare.
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