Come specchiato in acque
di superficie limpida
in te trovo le mie angosce
senza scorgere le tue,
senza attenzione ad esse.
Ma dirlo in questa notte
appare un sacrilegio
e indifferente rifiuto
l’unico sacro vero.
Come specchiato in acque
di superficie limpida
in te trovo le mie angosce
senza scorgere le tue,
senza attenzione ad esse.
Ma dirlo in questa notte
appare un sacrilegio
e indifferente rifiuto
l’unico sacro vero.
Ogni giorno prendo quel che trovo,
lascio quel che ho preso,
dimentico quel che lascio.
Ogni giorno riparto senza orizzonte,
inganno la mia strada,
raggiungo il mio riposo.
Ogni giorno, ogni giorno…
ogni giorno uno specchio sa di zucchero e aceto.
Un sorriso nuovo mi solca ora il viso,
un sorriso diverso mi mostra lo specchio.
Con quel che possiedo di nuovo e di vecchio,
piano imparo a sorridere ancora, indeciso.
All’inizio mi sembra impossibile accettare
una sembianza in cui non mi identifico.
Quel sorriso smarrito io non giustifico
ogni giorno nello specchio a ricordare.