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martedì 3 dicembre 2024

C’era una volta il “bene durevole”

 



C’era una volta il “bene durevole”.

È una locuzione, questa che sembra stia cadendo in disuso, forse un po’ per pudore, perché in effetti i beni durevoli tendono a durare sempre meno, rosicchiando sempre più la distanza dai “beni di consumo”.

Fatto sta che oggi le case automobilistiche piangono miseria lamentando forti cali nelle vendite, dimenticando che le automobili si connotano più come beni durevoli che non come beni di consumo come i loro amministratori e presidenti probabilmente desidererebbero. I beni durevoli, infatti raggiungono un punto di saturazione legato al loro proprio ciclo di vita, e quindi ,non ci si può aspettare che ciascuno sostituisca il proprio mezzo a quattro ruote ogni tre o quattro anni, specie con gli altissimi prezzi attuali. Fra l’altro, gli stratagemmi studiati dalle industrie di autoveicoli per aumentare le vendite possono indurre i clienti a cascarci all’inizio, ma poi, un po’ per mancanza di disponibilità economica, un po’ perché “cca nisciuno è fesso”, in pochi si lasciano abbindolare. Infatti, aumentare progressivamente i veicoli di dotazioni elettroniche che a lungo andare si dimostrano puri “giocattoli” non serve più e ormai quasi tutti hanno capito che l’auto elettrica o ibrida non è una soluzione sostenibile né a livello ambientale né a livello economico, e non è nemmeno pratica.

Ma l’industria delle automobili è stata da me presa solo come esempio. In realtà tutti i cosiddetti beni durevoli prodotti industrialmente subiscono prima o poi la stessa sorte. D’altra parte lo sviluppo sempre più rapido della robotica e dell’intelligenza artificiale sta permettendo la riduzione drastica della mano d’opera umana, non solo nelle linee di produzione, ma anche negli uffici.

Ci saremmo aspettati che la riduzione di tale mano d’opera si sarebbe rispecchiata in una corrispondente riduzione dei prezzi, ma di fatto, così non è stato ed allora io mi chiedo: dove vanno a finire tutti questi soldi?

Il sospetto è che vadano unicamente ad ingrossare i conti in banca delle proprietà, mentre gli operai e gli impiegati delle industrie (e non solo) vedono calare il potere d’acquisto dei loro salari.

Dov’è allora la soluzione? In linea teorica le innovazioni tecnologiche sarebbero dovute servire a far lavorare l’uomo per meno tempo mantenendo intatto il valore della retribuzione che dovrebbe essere commisurata al controvalore della produzione e non alle ore lavorate, in questo modo però i datori di lavoro non vedrebbero più aumentare a dismisura i loro profitti.

Qualcuno chiama questo stato di cose sistema capitalistico-consumistico.


sabato 13 maggio 2023

La bellezza salverà il mondo?


 Purtroppo nessuno insegna la bellezza!
Mi indigna tantissimo come il lusso e la ricchezza economica vengano spacciati per bellezza. 
Questo si insegna al giorno d'oggi. Quanto una cosa viene valutata di più in termini economici, tanto viene considerata bella.
Non è che l'ennesimo, deleterio effetto della mercificazione totale, associato al consumismo.
Ogni essere umano è preso in considerazione solo in base alla sua capacità di consumare e produrre profitto per qualcuno. Le grandi potenzialità dei mezzi di comunicazione attuali e dei cosiddetti "social" consentono di imporre canoni a cui omologare i gusti e le preferenze delle masse.
Un miscuglio esplosivo di elementi che di sicuro non produce effetti positivi.
Ognuno viene educato così a procurarsi la maggior quantità possibile di denaro, occupando la maggior parte del proprio tempo a lavorare nella migliore delle ipotesi e, quando questo non bastasse, dedicandosi ad attività illecite, in un turbinio senza fine che si autoalimenta e mai si ferma.
"La bellezza salverà il mondo" diceva il principe Myskin ne "L'idiota" di Dostoevskij, ma chi ci salverà dalla falsa bellezza?


lunedì 15 giugno 2015

Non vorrei essere frainteso


Non vorrei essere frainteso. Non voglio dire che si stava meglio quando si stava peggio, voglio solo dire che non sempre il progresso tecnologico viene riflesso nella qualità della vita.
Io appartengo ad una generazione che ha vissuto dei cambiamenti molto rapidi e radicali e come sempre procedo con degli esempi.
Quando io ero bambino non esisteva la raccolta differenziata dei rifiuti. Volete sapere perché ?
Perché assolutamente non ce n'era bisogno !
Innanzitutto I rifiuti erano davvero pochi. Si buttavano via solo le cose di cui si era assolutamente certi che non potessero servire più. A casa mia la pattumiera era un secchiello di 15 litri, che alla fine della giornata era generalmente pieno neanche a metà.
A quei tempi tutti i contenitori di vetro (bottiglie comprese ovviamente) erano I cosiddetti "vuoti a rendere". L'esatto contrario del "vuoto a perdere" che abbiamo oggi.
Si portavano a casa, ed una volta consumatone il contenuto si restituivano al negoziante.
Mi ricordo che mio padre, ogni mattina andava in latteria a prendere il latte e l'indomani riportava indietro le bottiglie vuote che venivano poi riutilizzate.
La raccolta della plastica poi non esisteva, perché I polimeri venivano utilizzati solo per produrre beni durevoli, visto che una caratteristica di tale materiale era proprio la sua indistruttibilità. Oggi al contrario, venendo meno ad ogni regola del buon senso, tendiamo a costruire con la plastica oggetti destinati ad essere usati una sola volta e quindi gettati nella discarica.
Mia nonna andava al mercato con la sua borsa a rete della spesa che nella sua semplicità era geniale (come sempre accade). Vuota occupava pochissimo spazio e, proprio per la sua particolare struttura, poteva contenere tantissimo.
Il fatto è che, chissà perché, adesso non facciamo altro che comprare oggetti o funzionalità che non ci servono e che quindi finiamo per buttare via, o che in ogni caso generano lo spreco di qualcosa.
Ad esempio, la mia macchina è un piccolo SUV che ho scelto per ragioni di spazio.
Peccato che ha 170 cavalli, e sarebbe in grado di raggiungere 200 km all’ora come niente, ammesso che esista un posto dove sia possibile farlo.
A che cosa servono tutta questa potenza e questa velocità ?
Ma non esistono macchine di queste dimensioni che vanno più piano !
Qui il discorso si farebbe complicato, ma quello che voglio dire è che mio malgrado, devo consumare più carburante, più gomme, più olio, che vanno letteralmente in fumo.
Mi piacerebbe fondare una comunità in cui ognuno possegga solo quello di cui ha bisogno, ma so che una tale comunità avrebbe all’inizio un solo membro, e che dopo poco tempo anche quell’unico componente la abbandonerebbe.