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sabato 20 dicembre 2025

Vorrei regalare un calendario



Vorrei regalare un calendario

a chi avrei voglia di voler bene,

con dentro tutto quanto contiene,

stagioni di sole,

di pioggia, di vento,

stagioni diverse da fronteggiare,

mesi lunghi, mesi brevi,

mesi carichi di attese,

giorni annegati di felicità,

come in un mare di cioccolato,

altri abbracciati da un triste gelo,

giorni lenti a chi non ne ha,

a chi dei giorni ha solo momenti.

Un calendario a chi lo apprezza,

a chi lo riempie con il suo tempo,

a chi domani lo dimenticherà.


giovedì 18 settembre 2025

Lete

 


Travolgimi con le tue acque o Lete.
Pulisci la mia straziante memoria.

Portati via per sempre il male subìto.

Guarisci le antiche scottanti cicatrici.

Trascina con te tutto il bene passato.

Duole forte il ricordo della felicità.

Dissolvi impietoso quanto più non c’è.

Lasciami innocente godere dell’attimo.


L'illustrazione è di Gustave Doré

domenica 17 agosto 2025

Aspirazioni

 


L'essere umano dovrebbe aspirare a raggiungere la felicità ed invece concentra tutti i suoi sforzi per avere una vita agiata, illudendosi o forse sperando che le due cose coincidano.

La maggior parte di noi tende ad accumulare più soldi od in generale beni materiali di quanto effettivamente gli servano.

Perché? 

Ha un senso questo?

Nella figura è riprodotta un'opera di Gustav Klimt

mercoledì 22 maggio 2024

Diventa ciò che sei

 

"La felicità non dipende tanto dal piacere, dall'amore, dalla considerazione o dell'ammirazione altrui, quanto dalla piena accettazione di sé, che Nietzsche ha sintetizzato nell'aforisma: "Diventa ciò che sei".

Così scrive Umberto Galimberti ne "I miti del nostro tempo", affrettandosi a specificare, e sintetizzo, che il problema sta tutto nella formulazione dei desideri a cui tendiamo.

Quello che mi viene da pensare è che per poter accettare il proprio sé, prima di tutto bisogna identificarlo con precisione. Se è vero che, oltre che del nostro corpo, noi siamo fatti delle nostre esperienze, dei posti dove siamo stati, delle interazioni con le persone che ci stanno vicine, dei nostri studi, delle nostre letture, ecc. ecc., è anche vero che nel mondo in cui viviamo oggi molti degli aspetti che ci caratterizzano possono essere cambiati con relativa facilità, per lo meno molta più facilità rispetto ad un tempo. Faccio alcuni esempi per cercare di spiegarmi. Se ho i denti storti, con l'aiuto di un bravo ortodontista, posso farli diventare dritti, se ho la pancia, frequentando una palestra e seguendo una dieta opportuna, posso farmi venire gli addominali, se voglio essere più colto, posso mettermi a studiare o a leggere, se ho un marcato accento siciliano, frequentando un corso di dizione posso arrivare ad avere una pronuncia italiana perfetta, se sono un ingegnere, posso iscrivermi alla facoltà di medicina e diventare un medico, e via discorrendo. Intendo dire che se davvero desideriamo cambiare qualcosa del nostro essere, al giorno d'oggi, abbiamo le opportunità per poterlo fare. 

Ed allora , che cosa vuol dire piena accettazione di se?

Ecco, forse si tratta proprio di identificare le nostre caratteristiche che "strutturalmente" non possono essere cambiate (attenzione, non per mancanza di volontà) e comportarci di conseguenza. 

Quindi, diventa ciò che sei e che non puoi cambiare.


Il dipinto è di Jorg Immendorff

giovedì 17 novembre 2022

Felicità

 


Rubo felicità che non mi appartiene.

Mi illudo che sia mia.

Regalo falsa allegria

a chi non sa che farne.

Poi stanco cedo al sonno

temendo di risvegliarmi 

su un misero giorno uguale.

giovedì 17 marzo 2022

Spritz

 


In preda alla confusione,

spinti dalla nostra fragilità

gettiamo al vento

speranza e determinazione

cercando amore e felicità.

Una nuda riflessione

ci ricorda l’appartenenza

al valore delle cose leggere,

prima che il ricordo dell’allegria

non ci lasci che rimpianto.


Il dipinto è di Annamaria Pittari

sabato 17 aprile 2021

Ti ruberei

 


Quando sei felice

ti ruberei un pizzico di felicità

e lo conserverei per bene

dove nessuno possa trovarlo.

Di quello scrigno segreto 

porterei con me la chiave.


Quando sei triste 

ti ruberei la tristezza

e la seppellirei per bene

dove nessuno possa trovarla

e di quel posto segreto 

perderei la memoria.


Poi aprirei lo scrigno,

ti ridarei il pizzico di felicità

e con te sarei felice.


sabato 2 gennaio 2021

Romantici Sognatori



Esiste una categoria di persone molto particolare. Sto parlando di quei romantici residui, un po’ sognatori che credono ancora nei principi e negli ideali, e proprio per questo hanno la tendenza ad idealizzare tutto, anche quando non sarebbe il caso, ma è proprio questa la loro forza.

Questi individui, nonostante qualsiasi apparenza, sono tutt’altro che degli sprovveduti. Sanno benissimo che le loro caratteristiche verrebbero interpretate dal resto degli esseri umani come debolezze e pertanto si nascondono e dissimulano il loro modo di essere per evitare che qualcuno possa usarlo a loro danno.

Vengono allo scoperto solo quando pensano che ne possa valere veramente la pena, o quando provano a raggiungere un obiettivo per loro importante.

E qui sta il punto, perché la maggior parte delle volte, quello che è importante per gli altri non è importante per loro e, soprattutto, viceversa.

Questa è la vera differenza concreta che li distingue da tutto il resto della popolazione e si tratta di una differenza incolmabile. Non c’è speranza che possano essere compresi da chi non è come loro.

Chi non appartiene a questa categoria , quando ne scopre uno, cerca immediatamente ed  implacabilmente di approfittare di lui/lei a proprio vantaggio, perché sa che se riesce a conquistarne per se la fiducia, ne potrà disporre quasi illimitatamente, tranne nel caso in cui commetta un passo falso che invece faccia perdere tale fiducia. In tal caso non sarà più possibile riconquistarla.

Sono figli d’arte di genitori che ci credono così profondamente che hanno avuto il coraggio di non dire ai propri figli quanto sia difficile per loro vivere, ma sono consapevoli del fatto che grazie a questo modo di essere, i loro figli godranno di momenti di vera felicità e pensano che quei momenti ripaghino tutte le sofferenze.

Difficilmente questi individui raggiungeranno vertici di comando, un po’ perché di solito non ne sono attratti, un po’ perché sono dei veri egoisti e quindi pensano che gli altri non meritino il loro impegno.

Difficilmente vengono ritenute persone di successo, semplicemente perché hanno una concezione di successo molto diversa da quella imposta nella nostra società ed accettata dalla maggior parte delle persone (che sono i veri sprovveduti).

Forse in giro ce ne sono più di quello che si possa pensare, ma nessuno potrà mai saperlo davvero.

(dipinto di M. Chagal)

martedì 12 maggio 2020

Felicità



Forse la felicità è andare a dormire stanchi la sera, non vedendo l'ora di svegliarsi per poter vivere un'altra giornata.

mercoledì 8 luglio 2015

Va dove ti porta il caso



Penso con una approssimazione del 90% di non sbagliare se dico che l’obiettivo di ciascuno di noi sia quello di essere felice. Detto così sembra proprio una cosa da niente, ma credo che tutte le persone del mondo, più o meno consapevolmente dedichino gran parte del loro tempo al il raggiungimento di questo obiettivo.
Allora perchè la maggior parte delle persone sono infelici ? (e non ditemi che non è vero).
Io credo che dipenda dal fatto che ognuno di noi intraprende determinate azioni e quando queste azioni pur avendo un esito positivo non ci portano ad un benessere interiore, ci sentiamo infelici.
Cerco di spiegarmi meglio. Se ripenso alla mia vita, mi accorgo che tutte le cose importanti che l’hanno segnata, nel bene e nel male, a partire dalla mia nascita, sono un puro frutto del caso, o se ci piace il temine, del destino.
Non sto dicendo che è tutto scritto da qualche parte, per lo meno non lo so ancora, sto solo dicendo che alla stregua di formiche operose non facciamo altro che agitarci, ma nessuno di noi sa questa agitazione dove lo porterà individualmente. Viviamo in una costante specie di “serendipità” per cui cerchiamo delle cose, ma ne otteniamo altre che non avremmo neanche immaginato e che davvero modellano la nostra esistenza.
Voglio fare come al solito un  esempio.
Mio Nonno era un ragazzo del ’99. Uno di quei sedicenni che all’epoca della prima guerra mondiale venne spedito al fronte a Vittorio Veneto e sul Piave “per far contro il nemico una barriera”. Mio nonno era un “radiotelegrafista” ed attraverso il suo tasto passavano tutte le informazioni da e per il comando. Egli si alternava con un suo commilitone alla postazione del telegrafo, poiché non erano in tanti a sapere usare quel marchingegno. Essendo la “Grande Guerra” una guerra di posizione, era molto importante per il nemico evitare che le suddette informazioni venissero scambiate così l’uomo (o meglio il ragazzo) che spediva e riceveva quelle informazioni era preso di mira, probabilmente da un altro ragazzo della parte opposta a cui era stato ordinato di mettere fine a quelle trasmissioni. 
Ovviamente la postazione era importante, per cui era protetta dal fuoco nemico, quindi chi voleva sabotarla doveva inventarsi qualcosa.
Sta di fatto che una mattina, quando mio nonno sedicenne si reco alla nicchia per dare il cambio al suo compagno che aveva trascorso lì tutta la notte, lo trovò con un pugnale piantato nella schiena, esanime.
Questo racconto di mio nonno mi ha sempre impressionato, perchè ho subito realizzato che se il pugnalatore fosse venuto la sera prima, o la sera dopo, io non sarei mai esistito. Sono stato fortunato ? Sfortunato ?
Non lo so e non lo voglio sapere.
Quello che voglio dire è che a causa di un evento, apparentemente del tutto casuale, la vita di molte persone è stata influenzata. Oltre a me non sarebbero nati mia madre ed I miei figli, e che dire di mia nonna, mio padre, mia moglie ?
Che cosa ne sarebbe stato di loro ?
Per non parlare poi di tutte le altre persone che in qualche modo hanno interagito con quelle che ho testè menzionato. Come sarebbe stata la vita dei miei amici ?
Non so se tutto questo si possa chiamare caso o destino, ma la mia impressione è che se le cose vanno in un certo modo è perche non possono andare diversamente.
Adesso mi sembra che questo scritto sia già troppo lungo, perciò smetto per non scoraggiare anche quei pochi lettori che hanno avuto la pazienza di arrivare fin qui, ma l’argomento mi affascina e penso che tornerò presto a parlarne con altri esempi.