Si nutre di circostanze,
di oggetti piccoli,
di benefici effimeri,
di attimi dimenticati.
Non chiede scusa per gli errori
certo del suo diritto di sbagliare.
Non si volge ai suoi passi,
non perdona,
Il sentimento arido.
Si nutre di circostanze,
di oggetti piccoli,
di benefici effimeri,
di attimi dimenticati.
Non chiede scusa per gli errori
certo del suo diritto di sbagliare.
Non si volge ai suoi passi,
non perdona,
Il sentimento arido.
Ci sono due categorie di persone delle quali abbiamo bisogno: quelle dalle quali speriamo di ottenere qualcosa di utile e quelle che amiamo.
Il dipinto è di Renato Guttuso
Pochi giorni sono passati da quando sono state rese pubbliche le motivazioni della sentenza che ha escluso l'ergastolo per l'assassinio di Carol Maltesi ad opera di Davide Fontana:
"L’idea di perdere i contatti stabili con colei che egli, per sua stessa ammissione e secondo l’amica testimone, amava perdutamente, da cui sostanzialmente dipendeva poiché gli aveva permesso di vincere la sostanziale solitudine in cui si consumava in precedenza e di vivere in modo finalmente diverso e gratificante, si è rivelata insopportabile". "A spingere l’imputato non fu la gelosia ma la consapevolezza di aver perso la donna amata".
Io, naturalmente non voglio entrare nel merito della sentenza, ne tanto meno nell'operato dei giudici. Ancora meno mi permetto di esprimere opinioni sul fatto che lui si sia sentito usato da lei, poiché non ho abbastanza informazioni su come si sia svolta la loro relazione. Tuttavia devo ammettere di provare un senso di fastidio per come, secondo me, certi termini sono stati usati impropriamente e con un po' di leggerezza.
Come si fa a dire che una persona sia stata uccisa da chi la "amava perdutamente"?
Perché qui, si tratta squisitamente di una questione di termini o forse di semantica, nel senso che ad i termini usati non viene attribuito il significato appropriato. Per definizione, ed anche per mia personale esperienza, chi ama una persona vuole solamente il suo bene, per cui non può certo arrivare a causarne la morte. Il vero amore non è influenzato dai comportamenti della persona amata
Chi ama veramente (e perdutamente) qualcuno arriva ad amare perfino i suoi difetti e quando si rende conto di avere perduto quella persona, ovviamente ne soffre atrocemente, ma la lascia andare. perché sa che se non lo facesse quella persona sarebbe infelice Può anche tentare di riconquistarla, ma di certo non la uccide. Il sentimento che ha spinto all'assassinio mi sembra più un egocentrismo possessivo esasperato fino all'estremo gesto.
Ed allora, tutti, cerchiamo di dare alle parole che usiamo il giusto significato!
Frugando tra le pieghe di una vita
per trovare ragioni mai comprese,
si incontrano grammatiche sospese
povere di una valida via d'uscita.
L'amore mio per te non ha dimora
tra i pochi fogli del vocabolario.
Non è abbastanza un termine sommario.
Nuove parole il sentimento implora.
In preda alla confusione,
spinti dalla nostra fragilità
gettiamo al vento
speranza e determinazione
cercando amore e felicità.
Una nuda riflessione
ci ricorda l’appartenenza
al valore delle cose leggere,
prima che il ricordo dell’allegria
non ci lasci che rimpianto.
Il dipinto è di Annamaria Pittari
Come si fa a non scrivere niente sull’amore?
Probabilmente si tratta del sentimento più importante e complesso che l’uomo possa provare e, tanto per ribadire ed un po’ anche per provocare chi non ci ha mai riflettuto abbastanza (e sono tanti), probabilmente l’espressione dell’egoismo più alta che possa essere concepita.
Certamente mi baso in piccolissima parte sull’esperienza personale, ma anche, soprattutto, su molte confidenze riportate da amici, parenti, conoscenti, ed ovviamente anche sulla letteratura, che dedica all’argomento una cospicua produzione.
L’amore non ha niente di razionale e quanto mi dispiace per quelli che si illudono di descriverlo od interpretarlo tramite la ragione od, ancora peggio, pensano che sia amore il sentimento che provano e che per mezzo della ragione può essere spiegato. Che pensano che amore sia trovare qualcuno che corrisponde positivamente in tutto e per tutto alle nostre aspettative, sia nell’aspetto che nel comportamento. Ebbene io penso che queste persone non si sono mai davvero innamorate in vita loro.
Io credo che l’amore sia un mistero, che sia un’attrazione fatale alla quale non si riesce a dare spiegazione, ma per il quale nessun tentativo di sfuggirgli sia mai andato a buon fine, per tutti gli sforzi che possano essere stati fatti.
La persona innamorata conosce bene tutti i difetti dell’amato/a, ogni giorno ne scopre di nuovi, ne è pienamente consapevole e nonostante tutto non può fare a meno di amare. Arriva ad amare quegli stessi difetti.
Pensate quanto noiosa sarebbe una relazione in cui ognuno trovasse nell’altro/a esattamente quello che si aspetta, o che, ancora peggio, si accorgesse che per quanto inaspettata la reazione possa essere, essa coincide esattamente con il proprio modo di essere, senza stimolare in alcuna maniera ogni possibilità di cambiamento e quindi di crescita. E quanto meravigliosa è invece quella in cui ci si sorprende giorno dopo giorno, si, a volte anche negativamente, ma in quello stesso istante si scopre di non poter fare a meno dell’altro/a. Proprio così, perché amare è anche migliorarsi a vicenda. Amare è scoprire reciprocamente i propri limiti e tendere ad allargare i propri orizzonti.
È vero, esistono anche gli amori non corrisposti, anzi forse sono la maggior parte, ed allora si soffre, ma la sofferenza è ripagata dal sentimento che si prova, già di per se una forma di appagamento, pur se destinato ad essere prima o poi soffocato. Non destinato a finire, perché un sentimento rifiutato, o forse solo non compreso, non si esaurisce naturalmente, ma destinato a non essere più manifestato. Probabilmente, proprio perché non ricambiati, questi sono gli amori che più difficilmente si consumano e quindi sono quelli che durano un tempo più lungo.
Nel vangelo di luca si legge: “Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso.”
E quello è il vero peccato.
- Dipinto di Roberto Ferri -