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sabato 19 aprile 2025

Domanda e offerta

 


Che cosa è la giustizia?

Vista la complessità dell’argomento, preferisco fare la domanda a bruciapelo e non perdermi in preamboli inutili. Più che complessità forse avrei dovuto dire indeterminatezza, visto che non mi è stato possibile trovare una definizione univoca soddisfacente.

Secondo il vocabolario che ho nella mia libreria (Zingarelli), la giustizia è il “retto funzionamento dei rapporti sociali, nel quale le leggi regolano la vita collettiva”

Secondo l’enciclopedia Treccani, la giustizia è “il riconoscimento e il rispetto dei diritti altrui, sia come consapevolezza sia come prassi dell’uomo singolo e delle istituzioni”

Secondo il Codice Civile la giustizia è “l'obiettivo da perseguire attraverso l'applicazione delle norme giuridiche civili. La giustizia civile si manifesta nella tutela dei diritti e dei doveri tra privati cittadini, risolvendo controversie e litigi attraverso l'attività giurisdizionale.”
Fin qua, mi sembra che le definizioni trovate siano piuttosto legate alla legalità più che ad un principio universale, come invece mi sarei aspettato.

Dal punto di vista della morale, secondo Wikipedia, “La giustizia è la costante e perpetua volontà, tradotta in azione, di riconoscere a ciascuno ciò che gli è dovuto.”

Infine, secondo il catechismo della Chiesa Cattolica è la più importante tra le quattro Virtù Cardinali: “La giustizia è la virtù morale che consiste nella costante e ferma volontà di dare a Dio e al prossimo ciò che è loro dovuto.

Si potrebbe andare all’infinito con la ricerca ed un lettore disattento potrebbe concludere che le definizioni date finora, più o meno coincidono. a me invece, sembra che siano profondamente diverse e devo dire che nessuna di esse mi soddisfa perché in ognuna manca il carattere di universalità che ricercavo.

Personalmente, mi piace pensare che la giustizia sia un comportamento morale che miri a garantire a ciascuno le stesse opportunità sulla base delle proprie caratteristiche e capacità, ma sono consapevole del fatto che moltissimi potrebbero non condividere la mia idea.

Nel mondo esistono svariati esempi di regole e comportamenti, accettati dalla stragrande maggioranza degli individui, che invece io considero profondamente ingiusti, come ad esempio la legge della domanda e dell’offerta perché conduce alla sperequazione del lavoro e sdogana le speculazioni.

Esempi a parte, probabilmente la conclusione a cui si può giungere è che non esiste un principio universale di giustizia, ma si tratta di un principio legato alle convenzioni (come del resto tutti I princìpi, escluso l’egoismo, che rimane l’unico universale),


sabato 1 marzo 2014

Il Principio


Era già da un po’ di tempo che ci pensavo,  poi finalmente, grazie ad un “post” di un amico di FB, mi sono deciso a scrivere due parole sull’argomento.
Chiedo all’eventuale lettore di leggere fino in fondo l’articolo, oppure di uscire adesso dalla pagina.
Generalmente si pensa che esista una grande gamma di sentimenti che influenzano il comportamento dell’uomo e non solo (secondo me ne sono influenzati tutti gli esseri viventi). Ebbene io sono fermamente convinto che di sentimento ne esista uno solo. Tutti gli altri non sono che risvolti,  aspetti, sfaccettature, a volte raffinati, a volte maldestri dello stesso. Una sorta di legge universale che governa l’universo che permette che esso non si ripieghi su di se per scomparire.
Qualcuno ha scritto che questo sentimento è l’amore, qualcuno ha scritto che è l’odio. Io ovviamente non sono affatto d’accordo, se presi come principio infatti questi due sentimenti sono troppo nobili per poter permettere la sopravvivenza del mondo, e presi a se stanti apparirebbero anche ridicoli. Diverso è il discorso se li consideriamo come una vista, da particolari angolature, di qualcosa di molto più universale.
Ebbene, il sentimento a cui sto pensando è l’Egoismo.
Ad ogni individuo, in quanto tale, sta a cuore solamente il proprio tornaconto, e quando un’apertura agli altri esiste, questa scaturisce dalla consapevolezza che in alcuni casi, tanti per la verità, le aggregazioni possono aumentare le possibilità di successo di ogni singolo.
Qui potrebbero partire gli esempi, Infiniti, ma mi limiterò solo ad pochi accenni, per due motivi: l’argomento è così vasto, che meriterebbe un trattato, ma non ho nè il tempo, nè la voglia (ne la capacità) di scriverlo adesso; non voglio annoiare l’eventuale lettore che fino a qui ha avuto la pazienza di leggere.

La riproduzione, altro non è che il tentativo dei singoli geni organizzati nel DNA di non morire. Tra gli esseri posti sui gradini più alti della scala evolutiva, la riproduzione, condita con una serie nutrita di più o meno utili orpelli viene chiamata “amore”.

L’altruismo, nella migliore delle ipotesi scaturisce dal tentativo di ottenere una autogratificazione personale. Se l’altruista è anche cristiano, spera così di guadagnarsi un punticino per la conquista del Paradiso. Se poi è anche narcisista, si procura in tal modo la soddisfazione causata dall’ammirazione degli altri.

L’amicizia, nasce dalla consapevolezza che da soli è più difficile perseguire i propri obiettivi.
Le amicizie disinteressate nascono almeno dall’esigenza di trovare un appoggio morale lungo l’aspro percorso quotidiano.

Mi fermo qui, per adesso. So che qualcuno non sarà d’accordo, ma siccome sono un egoista primitivo, non mi importa più di tanto.