Visualizzazione post con etichetta egoismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta egoismo. Mostra tutti i post

lunedì 4 agosto 2025

Partenze

 


Quasi nessuno ne vuole parlare, un po' per non pensarci, un po' per scaramanzia, ma quando si raggiunge una certa età, io credo che più o meno tutti a volte pensiamo al giorno della dipartita. 

"Non è che ho paura della morte, solo che vorrei non esserci quando accadrà!"

Così dice Woody Allen e sotto sotto è vero. Allora cerchiamo di immaginarci come saremo quando qualcuno constaterà che le nostre funzioni vitali avranno cessato di funzionare, o meglio un attimo prima che succeda. La maggior parte delle persone dichiara di sperare di arrivare a quel giorno, il più tardi possibile, in buone condizioni fisiche e mentali per non essere di peso a chi rimane. Io sono d'accordo solo parzialmente

Purtroppo il declino fisico è praticamente inevitabile, altrimenti mancherebbe la causa scatenante l'effetto di cui stiamo parlando, pertanto io posso convenire sul "più tardi possibile", ma penso che sia molto meglio arrivarci non in buone condizioni mentali. In fondo, una bella demenza senile ci eviterebbe la coscienza del distacco, sarebbe un po' come non esserci.

Scusate se sono egoista.

venerdì 3 marzo 2023

Egoismo e bisogni


 

L'egoismo, ovviamente nella sua sana e nobile accezione, costituisce il principio su cui si basano tutti i comportamenti degli esseri viventi, ed in particolare degli esseri umani.

Ma negli umani, appunto, come si manifesta l'egoismo?

L'Uomo, ma anche la Donna ovviamente è, un essere molto complesso, per cui non sempre l'analisi dei suoi comportamenti risulta immediata. Cercherò in modo spicciolo di abbozzarne una.

Premesso che la prima cosa a cui ciascuno tende è il soddisfacimento dei propri bisogni, proviamo ad identificarli o a darne una classificazione.

Di sicuro in testa abbiamo i bisogni primari che io chiamerei anche fisiologici : Alimentarsi e dormire, perché senza di essi non può assicurare la sopravvivenza di ciascun individuo, per cui sono bisogni imprescindibili.

Io aggiungerei anche riprodursi, perché senza la riproduzione non si può garantire la sopravvivenza della specie, anche se, in effetti, esistono dei soggetti che non ne sono interessati.

Ovviamente se i bisogni fossero solo questi, le cose sarebbero troppo semplici e saremmo anche tutti uguali. Ad esempio, un altro bisogno importante è il soddisfacimento del piacere. Proprio in virtù di questo bisogno, gli individui si differenziano.

Poiché l'uomo è si fatto di un corpo fisico, ma possiede anche un intelletto sufficientemente sviluppato, i piaceri possono essere di tipo materiale o di tipo intellettuale. Per intenderci, i piaceri materiali sono quelli derivanti in maniera diretta ed immediata dai cinque sensi: Il sesso, i piaceri della gola.

I piaceri intellettuali sono quelli che ovviamente derivano dai cinque sensi, perché questi rappresentano i canali di comunicazione con il mondo esterno, ma scaturiscono da una elaborazione mentale di quello che percepiamo : per esempio il piacere che deriva dalla lettura di un libro, quello che deriva dal possesso di alcuni oggetti e tutti gli affetti in generale.

Quando i bisogni cominciano a diventare tanti, difficilmente potranno essere soddisfatti tutti, per cui si rende naturalmente necessario assegnare a ciascuno di essi una priorità per poter attuare con successo il nostro egoismo e, naturalmente, occorre definire delle regole, che dovrebbero essere soggettive, per la definizione di tali priorità.

Apparentemente, nella società moderna, non c’è soluzione al dilagare della tendenza alla monetizzazione totale.

Intendo dire che ormai sembra talmente radicata che i più fanno proprio fatica a disgiungere il valore monetario dall’essenza di una cosa. Cerco di spiegarmi meglio. È abbastanza naturale ormai, quando pensiamo ad un oggetto, pensare immediatamente al controvalore in euro, o in una qualsiasi valuta corrente che quell’oggetto ha. Tutto questo, per gli oggetti fisici può avere un senso, poiché in un mondo dove il baratto, per ovvie ragioni, è diventato ormai poco applicabile, risulta molto comodo introdurre un agente intermedio che è appunto il denaro. Su questo non ci piove, e non mi sogno assolutamente di contestare questo meccanismo.

Il problema secondo me si pone quando ci troviamo di fronte alla necessità di dover stabilire una priorità per i bisogni legati a beni ed oggetti non materiali, ed è questo che differenzierà ciascun individuo.

Ci saranno persone che attueranno il proprio egoismo focalizzandosi su oggetti che possono essere monetizzati in qualche modo e persone che, invece, si focalizzeranno su oggetti e bisogni che non possono essere monetizzati. Queste due categorie difficilmente potranno riuscire a trovare un equilibrio che consenta di relazionarsi tra di loro in modo armonico.

Dipinto di Alberto Sughi


domenica 3 aprile 2022

Ipocrisia

 


Non nascondiamoci dietro ad un dito.

A me piace dire le cose come stanno e con concetti semplici e lineari.

Nonostante quello che possono dire i benpensanti, ogni nostra azione ha come fine ultimo il soddisfacimento dei propri bisogni personali. Chi la pensa diversamente è soltanto qualcuno che ancora non ne ha preso ancora piena coscienza.

Ovviamente, poiché l’uomo, per facilitare il raggiungimento dei propri obiettivi, ha sviluppato dei meccanismi sociali basati sulla differenziazione dei ruoli e sulla condivisione delle risorse, inevitabilmente ricorriamo quotidianamente al contributo che i nostri simili ci possono fornire, per cui, per forze di cose siamo costretti ad instaurare rapporti e relazioni di vario genere.

A questo punto fa la sua comparsa la morale.

Sul dizionario “Zanichelli”, in corrispondenza del vocabolo “morale” inteso come sostantivo, si legge:

" 1 parte della filosofia che studia i problemi relativi alla condotta dell'uomo SIN. Etica;
2 complesso di consuetudini e norme che regolano la vita pubblica e privata; "

E poi negli approfondimenti:

"Il complesso di consuetudini e norme che una persona o una collettività considerano come giuste e necessarie, e dunque accettano e propongono come modello da seguire nella vita pubblica e privata, in un'attività e simili si definisce morale."

Alla luce di questa definizione, fin dove è lecito quindi, spingerci avanti per il soddisfacimento delle nostre esigenze quando queste implicano il coinvolgimento di nostri simili?

Probabilmente fino al punto in cui si riesce a non provocare danni a questi nostri simili, a meno che essi stessi non siano consapevoli e coscienti dei danni di cui potrebbero essere vittime e lo accettino di buon grado.

Molte volte, due esseri umani che intavolano una relazione hanno obiettivi divergenti, anche di poco, per cui si deve giungere a compromessi affinché la relazione possa continuare. A questo punto diventa fondamentale la chiarezza di questi obiettivi perché si possano raggiungere dei compromessi soddisfacenti entrambe le parti. Purtroppo spesso, la tendenza all’egocentrismo prevale sull’egoismo ed uno dei due individui si lascia andare alla tentazione di mentire, nascondere o semplicemente lasciar credere all’altro individuo situazioni che non corrispondono al vero, arrecandogli alla fine dei danni fisici, o anche solo morali.

Non per niente gli antichi greci chiamavano “ipocriti” ( ὑποκριτής ) i commedianti, gli attori, quelli che recitano. Quelli che fanno credere qualcosa che invece non è.

A causa di questi comportamenti le relazioni, a qualsiasi livello, si avvelenano, compromettendo la riuscita ed il raggiungimento del fine ultimo dell’egoismo.

 Dipinto di James Ensor


domenica 13 marzo 2022

Cura


Passiamo la vita,

nel  giusto egoismo,

cercando qualcuno

che prenda la mano

e si curi di noi.

Ma ognuno non pensa,

nel giusto egoismo,

che la propria cura.

Così la ricerca continua.

Per sempre.

E si chiama vita.


Dipinto di M. Chagall

domenica 2 febbraio 2020

Incomunicabilità



“Che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sé, sono vuote? Vuote, caro mio. E voi le riempite del senso vostro, nel dirmele; e io nell'accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio. Abbiamo creduto d'intenderci, non ci siamo intesi affatto.”
Cosi scriveva Luigi Pirandello in "Uno, nessuno e centomila", e mai, a mio parere, nessuno scrisse verità più vera.
Così il mondo procede per equivoci verso una direzione che non è quella che avremmo voluto e che il più delle volte nemmeno ci saremmo aspettati. In tutto questo la fatalità sembra dominare, ma in effetti siamo noi che le diamo in mano le redini dei nostri avvenimenti più vicini.
Quando due persone conversano su qualsiasi argomento, pochissime volte, secondo la mia esperienza, ho visto lo sforzo di comprendere, o per lo meno di scorgere il punto di vista e lo stato dell'altra parte.
Mi spiego meglio : Premesso che il principio di tutto è il proprio egoismo, sembra lecito e normale che nella conversazione si cerchi di esporre il proprio pensiero per far comprendere a chi ci ascolta quali sono le nostre esigenze. L'eventuale risposta viene analizzata in base alle conseguenze che questa potrebbe avere sul nostro pensiero o ragionamento che abbiamo fatto.
Non ci fermiamo qui, perché difendiamo a spada tratta il nostro modo di essere che abbiamo in quel momento, dimenticandoci che non stiamo scagliando la palla contro un muro che ce la restituisce di rimbalzo.
Quante volte in una conversazione ho sentito dire: "Come ti ho già detto", "non hai capito che cosa ho detto", "non hai ascoltato le mie parole", "ascolta attentamente".
Intendo dire che mettiamo al centro della nostra attenzione la nostra idea, e probabilmente chi ci sta di fronte sta facendo lo stesso. In che modo possiamo allora convergere su qualche cosa ?
Ho visto davvero pochissime persone cercare di mettersi nei panni dell'altro, dimenticando che non facendolo tradiscono anche il proprio egoismo, perché si precludono la possibilità di portare a proprio vantaggio anche le esigenze dell'interlocutore.
Non è facile, e Pirandello ci torna ancora in mente: “Di ciò che posso essere io per me, non solo non potete saper nulla voi, ma nulla neppure io stesso.”

giovedì 19 dicembre 2019

Egoismo ed Amicizia


Molte volte, anzi oserei dire sempre, le cose accadono senza un vero perché apparente, salvo poi scoprirne successivamente il significato.
Succede in tal modo anche quando si scrive a proposito di un argomento. Ed è così che, dopo un brevissimo scambio di qualche giorno fa con una persona che stimo parecchio ho deciso di scrivere questo pezzo su un soggetto al quale stavo pensando già da un po' di tempo.
Non è un segreto per nessuno che io mi consideri una specie di teorico dell'egoismo nella sua concezione più positiva e nobile. Esistono dei casi in cui la mia teoria può sembrare, ai lettori meno attenti, non rispondente al vero.
Uno di questi casi è l'amicizia.
Con questa parola indichiamo diverse sfumature di relazioni tra individui, che vanno dalla semplice conoscenza fino quasi all'amore. Ogni sfumatura corrisponde a diverse manifestazioni dell'egoismo, ma questo non deve far pensare che io consideri l'amicizia un qualcosa di negativo.
L'indole e la sensibilità di una persona non crescono al diminuire livello di egoismo, come qualcuno potrebbe pensare. Piuttosto è vero il contrario: quanto più l'anima di un essere umano è sensibile e complessa, tanto più il livello dell'egoismo che è in grado di esprimere sarà elevato.
Poiché il fine dell'egoismo altro non è che la soddisfazione dei propri bisogni personali, si può facilmente dedurre che un individuo con bisogni "semplici" manifesterà il suo egoismo in modo semplice, mentre un'anima complessa rifletterà anche nell'egoismo questa sua complessità. Volendo, possiamo fare un esempio molto schematico e terra terra, ma che può aiutare a spiegare quello che intendo: se un bisogno di un individuo è soddisfare la propria sete, qualcuno può manifestare il proprio egoismo tenendo tutta per se una piccola riserva di acqua, mentre qualcun altro potrebbe condividere quella poca acqua con altri simili che potranno poi aiutarlo a procurarsene dell'altra, magari scavando pozzi o realizzando condutture. Oppure potrebbe incrociare il suo bisogno di acqua con ulteriori bisogni e potrebbe condividere la sua acqua con chi può dargli una mano a soddisfarli.
Salendo sempre di livello si può arrivare a costruire strutture o sovrastrutture importanti che coinvolgono grandi numeri di persone soddisfacendo così anche alcuni dei loro bisogni.
Piano piano si arriva a toccare anche la spiritualità e da questo nascono sentimenti come compassione, amicizia, amore, eccetera.
Arrivati a questo punto, è facile capire che le cose si complicano talmente tanto che si rischia, probabilmente, di perdere di vista il bisogno dal quale si era partiti e si rischia anche di incorrere in problemi di rapporti tra individui.
Tornando all'amicizia intesa come relazione in genere tra due persone, può succedere che, a partire da un certo momento, per uno dei due, quasi tutte le motivazioni utilitaristiche vengano a cadere, per cui quella persona tenderà a rompere la relazione. Purtroppo in genere le motivazioni non cadono nello stesso momento da entrambe le parti, ed allora il soggetto per cui le sue motivazioni ancora sussistono, se abbastanza sensibile,  si sentirà tradito e abbandonato. Ma attenzione, sempre in dipendenza dalla sensibilità personale, anche la controparte potrebbe sentirsi a disagio per i seguenti motivi:
1) Incertezza se davvero tutte le motivazioni siano venute a mancare;
2) Possibilità che in futuro nuove motivazioni possano nascere;
3) Mancanza di appagamento emotivo che si aveva relazionandosi con l'altra persona ( questo è molto dipendente dalla sensibilità);
Eccetera.
Il rapporto cesserà lo stesso, ma potrà causare, ad uno od ad entrambi, dei disagi, dipendenti dalla sensibilità di ciascuno.
Mi rendo conto di avere affrontato stavolta un argomento non troppo facile da descrivere, per cui se fosse mancata chiarezza nella esposizione vi chiedo scusa, ma vi prego di non lasciarvi andare a conclusioni o, peggio, giudizi precipitosi.

mercoledì 25 ottobre 2017

La Semplicità


Che fine ha fatto la semplicità?
Sembriamo tutti messi su un palcoscenico
e ci sentiamo tutti in dovere di dare spettacolo.
- C. Bukowski -


Allora sono salito sul Palcoscenico, e scendendo ho capito cosa è la semplicità.
Semplice e facile non sono sinonimi. raggiungere la semplicità non sarà mai facile.
L'egoismo è la cosa più semplice, perché sta alla base di tutto ed è l'origine di ogni sentimento. Ogni sentimento non è altro che una complicazione.
Ecco che fine ha fatto la semplicità.
Corriamo dietro ai sentimenti che sono solo un’abietta stortura dell’unico vero motore della vita e ce la roviniamo, rovinandola anche agli altri che ci stanno intorno. 
Sovente biasimiamo chi ha già capito questo e si comporta di conseguenza
Sarebbe bello per tutti raggiungere la semplicità.
Forse rendersi conto di questo è già il primo passo.





sabato 1 marzo 2014

Il Principio


Era già da un po’ di tempo che ci pensavo,  poi finalmente, grazie ad un “post” di un amico di FB, mi sono deciso a scrivere due parole sull’argomento.
Chiedo all’eventuale lettore di leggere fino in fondo l’articolo, oppure di uscire adesso dalla pagina.
Generalmente si pensa che esista una grande gamma di sentimenti che influenzano il comportamento dell’uomo e non solo (secondo me ne sono influenzati tutti gli esseri viventi). Ebbene io sono fermamente convinto che di sentimento ne esista uno solo. Tutti gli altri non sono che risvolti,  aspetti, sfaccettature, a volte raffinati, a volte maldestri dello stesso. Una sorta di legge universale che governa l’universo che permette che esso non si ripieghi su di se per scomparire.
Qualcuno ha scritto che questo sentimento è l’amore, qualcuno ha scritto che è l’odio. Io ovviamente non sono affatto d’accordo, se presi come principio infatti questi due sentimenti sono troppo nobili per poter permettere la sopravvivenza del mondo, e presi a se stanti apparirebbero anche ridicoli. Diverso è il discorso se li consideriamo come una vista, da particolari angolature, di qualcosa di molto più universale.
Ebbene, il sentimento a cui sto pensando è l’Egoismo.
Ad ogni individuo, in quanto tale, sta a cuore solamente il proprio tornaconto, e quando un’apertura agli altri esiste, questa scaturisce dalla consapevolezza che in alcuni casi, tanti per la verità, le aggregazioni possono aumentare le possibilità di successo di ogni singolo.
Qui potrebbero partire gli esempi, Infiniti, ma mi limiterò solo ad pochi accenni, per due motivi: l’argomento è così vasto, che meriterebbe un trattato, ma non ho nè il tempo, nè la voglia (ne la capacità) di scriverlo adesso; non voglio annoiare l’eventuale lettore che fino a qui ha avuto la pazienza di leggere.

La riproduzione, altro non è che il tentativo dei singoli geni organizzati nel DNA di non morire. Tra gli esseri posti sui gradini più alti della scala evolutiva, la riproduzione, condita con una serie nutrita di più o meno utili orpelli viene chiamata “amore”.

L’altruismo, nella migliore delle ipotesi scaturisce dal tentativo di ottenere una autogratificazione personale. Se l’altruista è anche cristiano, spera così di guadagnarsi un punticino per la conquista del Paradiso. Se poi è anche narcisista, si procura in tal modo la soddisfazione causata dall’ammirazione degli altri.

L’amicizia, nasce dalla consapevolezza che da soli è più difficile perseguire i propri obiettivi.
Le amicizie disinteressate nascono almeno dall’esigenza di trovare un appoggio morale lungo l’aspro percorso quotidiano.

Mi fermo qui, per adesso. So che qualcuno non sarà d’accordo, ma siccome sono un egoista primitivo, non mi importa più di tanto.

sabato 3 novembre 2012

Una povera riflessione

 

A volte vorrei essere un animale, non che l’essere umano non lo sia, ma io vorrei essere un animale di quelli che non hanno la pretesa di essere superiori alle altre specie.
Questo perché gli animali sono sinceri.
Solo gli esseri umani mentono, e lo fanno così bene da arrivare a credere alle loro menzogne.
Mi sono riproposto di non fare politica su questo blog, e neanche adesso ne faccio, perché quanto segue è talmente antico da non essere più politica ma storia.
Fin da piccolissimi infatti ci hanno abituati a pensare che i partiti di destra seguono la filosofia Cristiana mentre quelli di sinistra la rinnegano alla luce di un materialismo spinto che rifiuta ogni forma di spiritualità.
Io non condivido affatto questa posizione e penso che sia una delle più grandi menzogne che il genere umano abbia mai concepito.
Come si fa a dire che l’individualità, l’egocentrismo, il capitalismo ( tutti valori di destra ) rispecchino il pensiero di Cristo ?
E come si fa a dire che la povertà, l’uguaglianza, la condivisione,  non seguano l’insegnamento Cristiano ?
Non dimentichiamo che i primi cristiani vivevano in comunità dove mettevano tutti i loro averi in comune a beneficio di tutti.
Quando leggo il Vangelo non posso fare a meno di pensare che probabilmente Gesù è stato il primo comunista della storia.
Ma noi abbiamo talmente radicata questa grande menzogna in noi che la mia affermazione ai più sembrerà blasfema.
Invito tutti a leggere il Vangelo con gli occhi di un attore che recita la sua parte fino a crederci.
Si, preferisco il teatro, “dove tutto è finto ma niente è falso” (per citare Gigi Proietti).